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FOMO, “Fear of missing out”: crisi di astinenza da social network

da | Mar 2, 2020 | Facebook, Instagram, News | 0 commenti

Si chiama FOMO (“Fear Of Missing Out“) ed indica la paura di essere tagliati fuori. Potrebbe considerarsi come la malattia del nostro secolo ossessionato dalle comunicazioni e dal pensiero costante che gli altri stiano facendo qualcosa di più interessante di quello che stiamo facendo noi e che ci stiamo perdendo qualcosa.

Che cos’è la FOMO. Hai controllato Facebook negli ultimi 10  minuti? Sicuramente avrai notato che tutti (a parte te) si stanno divertendo alla grande.

Il tuo migliore amico pubblica le foto della sua vacanza, sei appena stato invitato ad un evento al quale sai già di non poter partecipare. Mentre ti scorrono davanti foto di cibi filtrate da Instagram, i tuoi amici scrivono post su quanto si sono divertiti “quella sera”. La stessa in cui eri a casa, incollato allo schermo. Tutte queste informazioni (e tutte insieme) generano la cosiddetta FOMO, la paura di non vivere “al meglio”, come gli altri.

L’acronimo è stato coniato qualche anno fa per descrivere un disordine psicologico causato dall’uso troppo frequente della tecnologia. Lo scienziato sociale Andrew Przybylski dell’università di Oxford è stato il primo, a dare una definizione completa della FOMO.

Lo psicologo ha stilato un breve elenco dal quale ho estrapolato alcuni punti salienti del fenomeno:

  1. La FOMO è la forza che guida l’uso dei social media
  2. I livelli di FOMO sono più alti nelle persone giovani e in particolare negli individui di sesso maschile
  3. I livelli di FOMO sono influenzati dalle circostanze sociali. Bassi livelli di considerazione della propria vita coincidono con alti livelli di FOMO
  4. La FOMO è legata ad un rapporto ambiguo con i social media
  5. La FOMO è più alta in chi è spesso distratto

La FOMO è più alta negli studenti che usano i social media anche in classe.

L’avvento dei social network ha peggiorato questa paura. Gli utenti possono essere letteralmente consumati dal bisogno ossessivo di controllare ciò che gli altri fanno. Un bisogno talvolta ingiustificato ma che, se non viene soddisfatto, può causare una vera e propria “crisi di astinenza”.

Secondo lo studio del centro americano Kleiner Perkins Caufield & Byers’s un utente medio guarda lo smartphone circa 150 volte al giorno, una volta ogni 6 minuti. In aumento anche il numero di coloro che controllano la posta elettronica e i propri profili social molto presto al mattino, presumibilmente appena aprono gli occhi.

Una smania di essere connessi che rischia di penalizzare non solo la nostra vita sociale ma anche il nostro rendimento sul lavoro.

LA FOMO SUI SOCIAL

In America, sono tanti i “malati” di FOMO, o meglio quelli che ne hanno consapevolezza. In Italia non esistono ancora ricerche sulla FOMO. Ma molte persone avvertono lo stesso disagio sociale. Disagio che esprimono utilizzando gli stessi social network che lo creano.

COME GUARIRE DALLA FOMO

Se la “paura di essere tagliati fuori” nasce dall’uso eccessivo di tecnologia e social network per “guarire” serve ripristinare un rapporto equilibrato con questi. La FOMO altro non è che una forma di insicurezza: lavorare su se stessi potrebbe aiutare a risolvere il problema.

Devi capire che la FOMO è un partita invincibile se per ogni persona che vedi nelle foto ti senti geloso o invidioso. Tutti quelli che caricano le foto su Instagram si stanno divertendo? Sono proprio loro, secondo le ricerche, gli individui con il grado maggiore di FOMO. Sembrerà paradossale, ma chi si sta divertendo davvero non passa il proprio tempo a caricare foto sui social.

La FOMO non può essere sconfitta. Ma può essere controllata. Aprendo Instagram è facile cadere nella trappola della FOMO. Allora il consiglio è: esci, vai in un posto meraviglioso, scatta una foto, caricala su Instagram e fai venire la FOMO a qualcun’altro.

“Se qualcuno nella storia è mai morto di FOMO quella è Emily Dickinson, un’agorafobica che ha vissuto in un mondo “virtuale” senza lasciare mai la sua casa. Ma ancora oggi milioni di persone leggono le sue poesie, che raccontano la vita in maniera incomparabile.

“Vivere – scrisse – è così sorprendente che lascia poco spazio per qualsiasi altra cosa”.

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